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I nuovi scenari del coronavirus

Fino a qualche giorno fa si guardava alle cifre generali del contagio e il superamento della soglia dei centomila contagi faceva già impressione. Oggi nel mondo si sono superati i settecentomila contagi e nel giro di qualche giorno si arriverà a un milione.

Con questo trend è difficile sperare di poter rimanere in Italia sotto i ventimila decessi nel corso del prossimo mese di Aprile.

Gli Stati Uniti prevedono di poter arrivare a duecentomila morti a seguito del contagio da Covid-19.

Rimangono le incognite di Sud America e Africa, dove il contagio, seppure in ritardo, sta arrivando, e potrebbe avere conseguenze più gravi che nel resto del mondo.

Sicuramente verrà prorogato l’isolamento in Italia per altre due settimane, poi probabilmente per altre due, ma non è ipotizzabile poter riprendere da maggio una vita anche solo dall’apparenza normale.

Il danno al sistema economico, dopo 6 settimane di lockdown sarà disastroso e non ci sono risorse finanziarie statali per ridare impulso all’economia e per gli ammortizzatori sociali necessari per le molte persone che si ritroveranno senza lavoro. La stessa capacità finanziaria dell’Europa è insufficiente, considerato che non sarà solo l’Italia a trovarsi in condizione di estrema difficoltà.

Nei prossimi mesi il mondo rischia di avere alcuni milioni di persone contagiate. Senza voler considerare i contagiati non tamponati e quindi non censiti, che potrebbe decuplicare il valore.

Solo un vaccino potrebbe fermare l’evoluzione, ma anche nell’ipotesi più fortunata, tra sperimentazione e produzione, una campagna di vaccinazione non potrebbe partire prima di un anno da adesso.

Oggi è il primo giorno di ora legale ed è faticoso vedersi allungare le giornate dovendo rimanere chiusi in casa.

Riusciremo a resistere dalla Pasqua in viaggio, con gli amici, ai picnic di pasquetta?

Riusciamo a pensare a un estate senza vacanze, senza mare, dopo due mesi chiusi in casa, con un portafoglio sempre più povero per tutti?

Per quanto tempo riusciremo ancora a divertirci sui cambi continui di autocertificazione e su quanto l’Italia non riesca a liberarsi da inutile burocrazia anche in simili situazioni?

Quanto tempo resisteranno senza logorarsi e strapparsi le bandiere sui balconi e gli arcobaleno con scritto sotto “andrà tutto bene”?

Quanto tempo riusciranno a resistere le vittime del lavoro nero del sud, che vedono questo come un virus arrivato dal nord, senza un soldo e senza sussidi?

Quanto tempo riusciremo a resistere senza voler correre il rischio di ammalarci?

Credo sia necessario iniziare a pensare a un modello di vita diverso, che non sia quello degli aperitivi, delle cene al ristorante o in pizzeria, ma nemmeno quello dell’essere costretti a stare chiusi in casa.

Bar, ristoranti, alberghi, turismo, lo stesso modo di praticare fitness o attività ludico sportiva vivranno momenti molto difficili.

Probabilmente chiuderanno tutte le compagnie low-cost e non sarà più così facile viaggiare come prima.

Dovremo rinunciare per diverso tempo al turismo degli stranieri, costretti a difenderci da una possibile recrudescenza del virus.

È necessario iniziare a pensare non giorno per giorno sulla base di dati spesso non attendibili, ma creare un modello politico di sviluppo economico e sociale sul medio periodo, che tenga conto della realtà della situazione, senza false illusioni.

Rimane questa la sfida più complicata.

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