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Coronavirus. Tante incertezze, ma alcune certezze

A un mese dal manifestarsi del Coronavirus in Italia abbiamo molte incertezze, ma abbiamo imparato che:

Siamo il paese con più morti in assoluto di tutto il mondo

Forse ci supereranno gli USA, che hanno però una popolazione 6 volte superiore alla nostra, con alta densità nei centri urbani

Non abbiamo ancora ricevuto delle mascherine che ci possano proteggere. Cosa ancora più grave, non le hanno ricevute in tempo operatori sanitari, che hanno pagato con la vita questo ritardo

Le mascherine inviate dalla Protezione civile agli Ordini dei Medici provinciali non sono per uso sanitario

Se continui a togliere alla sanità in termini di mezzi e risorse arriva il momento in cui questi sacrifici li paghi

Abbiamo un numero di posti letto nelle terapie intensive che regge a mala pena le necessità ordinarie

Abbiamo dovuto sacrificare migliaia di anziani, che sarebbero stati contenti di continuare a vivere per diversi anni ancora

Abbiamo tanti giovani costretti a convivere con i loro genitori, perché il sistema non riesce a garantire al 30% di loro una occupazione

Viviamo in uno stato impoverito, che non riesce a far fronte al fabbisogno ordinario, tantomeno a quello straordinario

L’INPS ha quanto meno un sistema informatico obsoleto e incapace di reggere importanti flussi di dati

Ciò che è stato fatto di importante, ospedale Fiera Milano, nuovo reparto terapia intensiva San Raffaele, è stato reso possibile solo grazie a donazioni di privati. La stessa Protezione civile si sta affidando alle donazioni per poter proseguire la propria attività

Le Regioni hanno lavorato in modo migliore del Governo, indicando al Governo stesso misure e provvedimenti che questo faceva fatica intraprendere

Si stima che il 30% delle attività del terziario non riusciranno a riaprire dopo il lock down o saranno costrette a chiudere nel breve per difficoltà finanziarie, se non arriveranno moratorie sui debiti. Ciò comporterà un incremento della disoccupazione

Ci sono attualmente in Italia 80.000 contagiati tamponati. Non esiste al momento una previsione certa di quando potremo arrivare a un contagio zero, ma dalle curve di paesi più virtuosi nella gestione dell’emergenza non è possibile ipotizzare meno di tre settimane

Quando saranno allentate le misure di contenimento, se è vero che, come stimato in via ottimistica, ad ogni contagiato tamponato ne corrispondono altri dieci non monitorati, avremo per strada 800.000 contagiati. Guardiamo quanto sta accadendo in Cina, Singapore, Hong Kong.

La fase 2 deve iniziare adesso

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